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16/07/2018

EMERGENZA PIDOCCHI? SCOPRIAMO COME DEBELLARLI

Manca ancora parecchio all’inizio della scuola, ma questo semestre meglio partire preparati. Accade ogni anno di ricevere la famigerata circolare sull’emergenza pediculosi, o infestazione da pidocchi, che suscita immagini di rasature estreme e astensione dalle feste di compleanno. Tuttavia contrarre i pidocchi non è affatto grave e liberarsene non richiede soluzioni drastiche. I pidocchi sono insetti che si annidano nel cuoio capelluto umano (quelli di cani e gatti non attaccano l’uomo) e che sopravvivono circa 30 giorni, lasciando però dietro di sé delle uova che possono proliferare per almeno due settimane. Generalmente ci si accorge di avere i pidocchi a causa del fastidioso prurito che provocano; prurito spesso accompagnato dalla presenza di piccoli rigonfiamenti sul cuoio capelluto, che possono evolvere in croste e produrre liquido. A differenza della credenza popolare per cui la presenza di pidocchi indicherebbe una scarsa igiene personale, l’eccesso di sebo sul capello sporco renderebbe più complicato per gli insetti deporre le uova. Le uova appunto, o lendini, vengono spesso confusi con la forfora ma, a differenza di quest’ultima, non cadono facilmente dai capelli a cui restano, al contrario, ben ancorati. Per accertare la presenza di pidocchi, è possibile analizzare il cuoio capelluto dell’interessato con una lente di ingrandimento, utilizzando guanti monouso e portando l’attenzione alla zona della nuca e dietro le orecchie – punti in cui i pidocchi si annidano più facilmente. Volendo ricorrere a soluzioni più rapide e meno impegnative, numerosi sono gli shampoo e gel da banco che possono essere acquistati in farmacia senza la prescrizione del medico.

Per gli amanti dei buoni vecchi rimedi che non prevedono l’uso di sostanze chimiche, citiamo una delle più diffuse e funzionali: la pettinella. Si tratta di piccoli pettini di metallo dai denti molto fitti e stretti, che rimuovono i lendini dal cuoio capelluto e che possono essere supportati dall’utilizzo di un olio vegetale. Un altro alleato naturale della pettinella è l’aceto di mele che, diluito in acqua e tagliato con poche gocce di olii essenziali, distrugge la sostanza adesiva che circonda le uova dei pidocchi, facilitandone la rimozione. Anche i balsami e le creme inibiscono il movimento dei pidocchi e la proliferazione delle uova: se spalmati in abbondanza su capelli ben divisi in ciocche e separati da forcine, il balsamo può svolgere una nuova funzione. Tutti questi rimedi sono però appunto tali, ciò significa che pur trattando i capelli di persone che non hanno ancora contratto i pidocchi, queste potrebbero comunque venirne attaccate. È importante, a questo proposito, evitare di venire a contatto diretto con chi ha sviluppato i pidocchi, cercando inoltre di evitare la condivisione di asciugamani, lenzuola e coperte con loro. Pare quindi che la soluzione della rasatura non sia più assolutamente necessaria e che la natura, ancora una volta, suggerisca alcuni tra i trattamenti più efficaci per la risoluzione di piccoli disturbi e patologie.